martedì 15 aprile 2014

Ritorniamo al 18 aprile 1948. Quando l'Italia scelse di essere «Libera e Forte»




di Rodolfo Ridolfi

Siamo tutti figli del 18 aprile 1948, perché quel giorno fu il popolo vero, fu l'Italia profonda, dal nord al sud, che seppe difendere, unita, un patrimonio comune di valori ereditato nei secoli; perché quel giorno il nostro popolo seppe dire “no” ad una ideologia che, se avesse vinto, avrebbe portato in Italia il terrore rosso che già aleggiava sui Paesi dell'est europeo, consegnati a Stalin dagli accordi di Yalta; perché, infine, il 18 aprile non vinse, come invece troppo comunemente si crede, il partito che ci avrebbe portati verso il cattocomunismo e la partitocrazia. Il 18 aprile fu giustamente definito una seconda Lepanto, in quanto se Lepanto ha impedito ai musulmani di invadere l'Europa, il 18 aprile ha impedito ai comunisti di conquistare l'Italia. Se il 25 aprile del '45 segnò la fine del nazifascismo per l'opera determinante delle truppe anglo-americane e dei resistenti, il 18 aprile del '48 fu la data in cui, con il voto, l'Italia decise per la democrazia e la libertà, sconfiggendo il pericolo frontista. Come non sottolineare l'intelligenza politica, la lungimiranza ed il coraggio di Saragat, il quale si staccò da un partito socialista, ormai succube del Pci, per dar vita ad un socialismo liberale e democratico. Sessantasei anni sono passati da quel 18 aprile 1948, quando, alle prime elezioni dell'Italia repubblicana, i partiti del centro-destra ottenevano il 48,5% dei suffragi, battendo di oltre diciassette punti la lista di Unità Popolare, formata da Pci e Psi. Il significato della vittoria del 18 aprile va sicuramente al di là del pur considerevole risultato ottenuto dalla Dc, e supera di gran lunga la sigla stessa, sotto la quale tutti quei consensi vennero raccolti. Il 18 aprile vinsero i Comitati Civici, creati pochi mesi prima, che, forti di trecentomila volontari e di ventimila comitati elettorali, intrapresero una politica anticomunista e organizzarono una campagna elettorale nella quale risultò evidente, attraverso slogans e manifesti, che la posta in gioco era la salvezza del Paese dal comunismo. Vinse uno spirito di “crociata” in difesa della civiltà, un anno prima della scomunica lanciata da Pio XII, il 28 giugno del 1949, nei riguardi dei cristiani che aderivano alle dottrine del comunismo e che collaboravano con movimenti comunisti, e undici anni dopo l'enciclica Divini Redemptoris di Pio XI che aveva definito il comunismo “intrinsecamente perverso”.

Certamente, una delle cause della sconfitta del Fronte popolare è da ravvisare nella levatura politica e morale di uomini come De Gasperi, Saragat, Einaudi. Fu così che i moderati contribuirono a salvare la democrazia e la civiltà del nostro Paese; mentre presuntuosi intellettuali di sinistra, ciechi di fronte ai crimini di stampo leninista-stalinista, iniziavano la loro triste marcia dentro il comunismo. Un'analisi di mezzo secolo di storia italiana potrà contribuire a far luce sul significato politico e culturale di una data troppo importante per essere dimenticata, forse, un pò troppo scomoda, dopo che gli sconfitti di ieri vorrebbero diventare i vincitori di oggi. Le istituzioni dovrebbero ricordare con gratitudine i protagonisti di quell'evento: Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, che affermarono i valori della democrazia, della libertà, dell'atlantismo, e dell'Occidente, valori che sono ancora attuali ed irrinunciabili. Quella del 18 aprile 1948 non fu una delle consuete competizioni elettorali tra differenti forze politiche, ma una scelta di civiltà fra due opposte concezioni del mondo: fra un'Italia profondamente legata alle proprie radici nazionali, religiose e civili, ed una parte del Paese plagiata dall'utopia marxista-leninista; un'utopia che proprio nella primavera dello stesso anno portava con un golpe i comunisti al potere a Praga e forniva l'ennesimo saggio di brutalità nell'Europa dell'est con la defenestrazione del socialista Masarik. Il clima da guerra civile di quegli anni, le aspettative dei comunisti italiani nei confronti dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito, che avanzavano nell'Italia orientale, e l'eliminazione sommaria da parte comunista dei partigiani non comunisti e di tanti innocenti subirono il 18 aprile del 1948 un duro colpo.

giovedì 20 marzo 2014

Con Renzi “La Tonnara del ceto medio”



 

Renzi? Il vuoto pneumatico di Renzi, infiocchettato di immagini da happy hour, ha francamente stufato. Siamo alla tragedia di un neofita che crede di andare a Bruxelles e di dire che il deficit del 3% per cento é una sciocchezza, é roba superata, ma ci va con l'armamentario di chiacchiere senza atti di riforma stabiliti". "Con la sola propaganda di quegli 80-85 euro al mese nelle buste paga per fine maggio, che sa bene essere un miraggio nell'incertezza dei conti dello Stato. Finora questo premier non ha depositato un decreto, un disegno di legge, qualcosa  di pratico, di concreto. Non fornisce numeri certificati, si balocca di battute. Anzi no. Qualcosa di concreto sta facendo. Ha delegato al commissario Cottarelli i tagli, la famosa spending review. Ebbene sono cose da spavento. L'esatto contrario della euforia da petali di rosa che Renzi sparge a chiacchiere". "Renzi, con l'aria di regalare caramelle, manda avanti Cottarelli per terrorizzare la gente. Costui infatti diffonde le sue diapositive da tonnara del ceto medio, con tanto di cifre, espropri di diritti acquisiti, salasso dei pensionati e dei carabinieri. Dopo di che Renzi dice: vedremo. Decido io. Va bene, è' ovvio. Ma cosa decidi? Non si sa. Quando? Con quali criteri? Zero, vuoto, sorrisetti. Torna a Firenze, va',

lunedì 17 marzo 2014

Galassini (FI): "Alle prossime amministrative di Brisighella ci saremo, alternativi al Pd"





lunedì 17 marzo 2014

Il Club Forza Silvio di Brisighella ha deciso di presentare una propria lista alternativa al PD in vista delle elezioni amministrative del 25 maggio. Lo scrive in una nota il Presidente Vincenzo Galassini. "Il Pd si presenta alle elezioni lacerato dalle correnti interne come se si trattasse delle primarie. - scrive Galassini - Con una lista del sindaco Missiroli ed una del vice sindaco Laghi che dopo aver confessato tutti gli errori amministrativi commessi invece di ritirarsi contribuendo ad una lista veramente rinnovata non ha trovato di meglio che proporsi come sindaco di una lista cui ha aderito come ruota di scorta l'NCD, che ha quindi definitivamente e con evidente opportunismo abbandonato il centro destra e l'alternativa al governo comunale per collocarsi organicamente a sinistra."
"Forza Italia ha naturalmente dalla sua la coerenza dei programmi e la disponibilità di donne e uomini pronti a dar vita ad una lista e a sostenere un candidato Sindaco. - continua Galassini - Forza Italia ha deciso di rivolgersi alla società civile offrendo la sua disponibilità a concorrere ad un fronte di alleanze e ad una lista autenticamente alternativa all'attuale gestione e a valutare candidature a primo cittadino diverse dalle proprie alla sola condizione che siano portatrici di rinnovamento e libere dalle incrostazione delle vecchie e compromesse nomenclature."

Gli azzurri di Brisighella chiariscono infine la loro assoluta e netta distanza dalla lista dell'ex vice Sindaco Laghi e della rappresentante dell'N.C.D. Farolfi che nelle precedenti elezioni beneficiò dei voti di Forza Italia.

Il nuovo libro di Renato Brunetta


Cara Amica, caro Amico,

dai prossimi giorni potrai trovare in libreria

 

IL GRANDE IMBROGLIO 3
Il colpo finale
di Renato Brunetta

 


 

Dall’estate/autunno del 2011 a oggi, i tre anni che hanno sconvolto l’Italia narrati giorno per giorno con lucidità, preveggenza, amarezza, orgoglio.
In questo terzo volume alla ricerca della verità, Renato Brunetta descrive una serie continua di colpi di Stato finanziari e politici premeditati con metodica freddezza, al fine di ottenere un solo scopo: mettere le mani sulla ricchezza degli italiani. Per riuscirci era necessario – sostiene Brunetta – far fuori Berlusconi, la bestia nera delle cancellerie europee e dei poteri forti e marci di casa nostra. La verità è ormai venuta a galla e l’imbroglio è stato finalmente svelato.