mercoledì 3 agosto 2016

AZZURRI del '94 : La Notte Azzurra di Forza Italia a Marradi

AZZURRI del '94 : La Notte Azzurra di Forza Italia a Marradi: Stefano Mugnai e Renato Brunetta   Grande soddisfazione per i dirigenti di Azzurri '94 e di Forza Italia Marradi, per lo straord...

La Notte Azzurra di Forza Italia a Marradi


Stefano Mugnai e Renato Brunetta
 
Grande soddisfazione per i dirigenti di Azzurri '94 e di Forza Italia Marradi, per lo straordinario successo del meeting dei berlusconiani dal titolo significativo “ Uniti si vince”. Oltre 100 partecipanti si sono dati appuntamento venerdì 29 luglio scorso alla Palazzina per la XVI^ convention dell’associazione fondata da Rodolfo Ridolfi nel novembre del 2012. Quella di Marradi è stata come sempre la più rilevante manifestazione di Forza Italia in Provincia di Firenze e nel Mugello, con dirigenti eletti e militanti azzurri della Toscana e dell’Emilia- Romagna. A far gli onori di casa, Mauro Ridolfi capogruppo F.I. nell’unione dei Comuni del Mugello che ha lanciato il Progetto a guida azzurra per il ritorno del centro destra allargato alle realtà civiche al governo del Comune di Marradi nel 2018. Silva Gurioli, responsabile del Mugello e della politica internazionale ha sottolineato nel suo intervento come: “L'immigrazione, la crisi economica, la Brexit, la povertà in ascesa, la guerra sussultoria dell'Isis sono i problemi che devono essere affrontati da Forza Italia per ridare fiducia ai nostri elettori ed una nuova spinta per la riorganizzazione del Partito”.
 
Mauro Ridolfi
 

Momenti centrali della manifestazione gli interventi telefonici del presidente del gruppo parlamentare azzurro Renato Brunetta, che ha detto fra l’altro: “I prossimi mesi saranno decisivi, ci sara' da combattere e da vincere la battaglia piu' importante, la battaglia della vita: quella del referendum costituzionale, quella per il 'no' alla 'schiforma' Renzi-Boschi, quella per mandare a casa un premier mai eletto dai cittadini". Intere Regioni, Province e Comuni si stanno mobilitando con entusiasmo per il 'no' a questa assurda e inaccettabile riforma. Quella che stiamo conducendo tutti insieme, con passione, e' una battaglia per la democrazia. Arriveremo sicuramente alla vittoria, ma questa e' una vittoria che dobbiamo conquistare sui territori, tra la nostra gente, con il porta a porta, dobbiamo convincere gli incerti e gli indecisi, dobbiamo sentirci tutti, indistintamente, coinvolti. Ognuno deve dare il suo piccolo, grande, fondamentale contributo. Perche' abbiamo l'obbligo di riportare la democrazia nel nostro Paese, abbiamo l'obbligo di salvare le nostre istituzioni repubblicane. Serve un'azione capillare che arrivi in tutta Italia” e Anna Maria Bernini vice presidente vicario di Forza Italia a Palazzo Madama : “dobbiamo sentirci tutti in campo per restituire a Forza Italia la centralità politica che le appartiene e che è l’unica strada per realizzare un progetto di governo serio, credibile e alternativo a Renzi e alla sinistra”.

I primi arrivi alla Convention
 
Apprezzatissimo l'intervento del Ministro della sanità di San Marino Francesco Mussoni

Il Segretario di Stato alla Sanità Francesco Mussoni
 
All'evento di Marradi hanno voluto essere presenti e dare un contributo molti eletti e dirigenti azzurri dell'Emilia-Romagna fra i quali: Giancarlo Mazzoli, Mariani, Gabriella Pezzuto, Vincenzo Galassini, Marco Mattarelli Amedeo Violone, Andrea Tarabusi e della Toscana: Paolo Giovannini, Claudio Scuriatti, Tommaso Villa, D'Uva e Lucia Tanti .

Stefano Mugnai capogruppo in Consiglio Regionale e coordinatore azzurro della Toscana che nelle conclusioni ha detto: “Per la nuova grande sfida che ci attende nel prossimo autunno, quella del referendum, stiamo costituendo ovunque i Comitati del NO, anzi ricordo quanto sia importante che là dove ancora non è stato fatto che ci si mobiliti con la costituzione informando e sensibilizzando i cittadini in ogni casa, piazza, strada, sede e occasione, vicini d’ombrellone compresi – ma già oggi direi che non ci sono scuse per non impegnarci insieme contro l’arroganza del Renzi premier e segretario Pd. In questo senso, oltre che per la reale e concreta tutela di una carta costituzionale che è patrimonio collettivo da non deturpare per giochi di potere, la scadenza rappresenta uno snodo decisivo. Del resto che il Pd anche in Toscana sia sempre più alla deriva, letteralmente, dopo la débacle delle ultime amministrative è sotto gli occhi di tutti E’ il fallimento di almeno due generazioni di classi dirigenti del Pd. Dinanzi a questo stato di cose, noi invece ci stiamo organizzando e riprendendo il contatto con il territorio attraverso una politica di unità del centro destra che ci ha visto protagonisti dell'alternativa al renzismo in questi ultimi due anni”.

martedì 19 luglio 2016

Marradi capitale dell’universo azzurro della Romagna-Toscana



Stefano Mugnai con Mauro, Martina e Fabrizio:
 
Marradi per un giorno capitale dell’universo azzurro: accade il prossimo venerdì 29 luglio grazie alla convention nazionale dei berlusconiani di Azzurri ’94, l’associazione fondata nel 2012 la quale per il quarto anno consecutivo sceglie la località a cavallo tra Toscana e Romagna per il suo meeting d’estate dove sono attesi numerosi ospiti che daranno vita ad un  incontro politico e culturale reso ancor più importante dal  risultato elettorale conseguito da Forza Italia in Toscana e dall’imminenza del voto referendario del prossimo autunno. A Marradi si parlerà di economia di occupazione e di lavoro ma anche di terrorismo, immigrazione e Brexit. L’ospite più atteso è senza dubbio Stefano Mugnai il leader toscano di Forza Italia che ha saputo rilanciare la politica degli azzurri nella Regione conquistando simpatie e consensi che hanno determinato le sconfitte dei renziani prima ad Arezzo e Pietrasanta poi a Grosseto, Montevarchi Cascina ed altri comuni della Toscana. A Marradi. da sempre baluardo degli azzurri che già si preparano alla sfida delle comunali del 2018 sotto la guida di Mauro Ridolfi e Silva Gurioli, saranno presenti numerosi eletti e dirigenti di Forza Italia e del movimento e faranno giungere il loro contributo politico, Anna Maria Bernini, Renato Brunetta Lucia Tanti e Stefania Fuscagni. Fra gli ospiti Francesco Mussoni Segretario di Stato alla sanità e sicurezza sociale della Repubblica di San Marino. 

L'edizione del 2014

E proprio l’unità del centrodestra e il ritorno ai principi e ai valori liberal democratici sono tra gli obiettivi di Azzurri ’94, associazione che ormai conta molti aderenti soprattutto nelle cosiddette regioni rosse. “Quest’anno – spiega il patron di Azzurri ‘94 Rodolfo Ridolfi – la Convention si propone di essere l’occasione per la ripresa di una forte iniziativa per l’unità del centrodestra. Forza Italia deve ripartire dal suo spirito movimentista e popolare. E’ necessario riportare gli italiani alle urne. Tutti gli italiani: arrabbiati e delusi della politica di Renzi che hanno perso la speranza. Sta a noi far sì che il loro voto conti qualcosa”.

mercoledì 25 maggio 2016

Faenza NO alla Schiforma Renzi-Boschi: la conferenza stampa del 25 Maggio


 


Vincenzo Galassini Presidente provinciale del Comitato per il NO -Andrea Tarabusi Presidente Comunale-Rodolfo Ridolfi Coordinatore Nazionale di Azzurri '94


 



 
Terremo a partire dal 18 giugno prossimo iniziative pubbliche e organizzeremo banchetti a Faenza e nel faentino come in tutti i Comuni della Provincia di Ravenna per raccogliere firme ed illustrare le motivazioni della campagna referendaria per il NO alla Schiforma Renzi-Boschi .



"Il nuovo Senato, sarà solo come 'una suocera che elargisce consigli non richiesti, una suocera inascoltata che non avrà nessun potere reale nell'ordinario procedimento legislativo. Ma che avrà - e questa è una delle grandi contraddizioni della riforma - un potere paritario a quello della Camera nelle leggi costituzionali, nonostante i suoi membri siano eletti in modo totalmente disomogeneo rispetto alla Camera. Per cui rassegniamoci: se passa questa riforma sarà praticamente impossibile cambiarla. Come si fa a dire, che la situazione 'non appare diversa da quella di tutti gli Stati composti' Difficile poi credere ai renziani quando affermano che: 'i poteri normativi del Governo vengono riequilibrati' e che 'il sistema delle garanzie viene significativamente potenziato. Al contrario nell'abbinata con l'Italicum la riforma fa deragliare l'impianto istituzionale verso un Premierato assoluto, perché la Camera dei deputati non sarà altro che una caserma (in gran parte composta da nominati) pronta ad obbedire, senza discutere, agli ordini del premier



NO PERCHE’ LA COSTITUZIONE DEVE UNIRE E NON DIVIDERE La Costituzione costituisce l’identità politica di un popolo. E’ stato così nel miracolo costituente del 1948, con una Costituzione approvata quasi all’unanimità e che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del nostro Paese. Certamente quell’impianto necessitava di riforme, ma questa riforma costituzionale destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese: divide anziché unire, lacera anziché cucire, porta le cicatrici di una violenza di una parte sull’altra. Questa riforma nasce già fallita.

NO PERCHE’ IL NUOVO SENATO E’ SOLO UN PASTICCIO Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e il modo di elezione dei nuovi senatori è totalmente confuso, prevedendo peraltro che siano rappresentati enti territoriali (Regioni e Comuni) con funzioni molto diverse.

NO PERCHE’ SI SOSTITUSCE IL CENTRALISMO AL PLURALISMO E ALLA SUSSIDIARIETA’, E SI CREA INEFFICIENZA. La stessa riforma del Titolo V della Costituzione, così come riscritta, tornando ad accentrare materie che, nel riordino effettuato nel 2001, erano state assegnate alle Regioni, matura l’eccesso opposto, ovvero un centralismo che non è funzionale all’efficienza del sistema. Aumenterà la spesa statale, e quella regionale e locale, specie per il personale, non diminuirà. Ci si avvia solo verso la destituzione del pluralismo istituzionale e della sussidiarietà. Non basta l’argomento del taglio dei costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, che è clamorosamente smentito dal farraginoso procedimento legislativo e da un rapporto Stato-Regioni che non valorizza per nulla il principio di responsabilità e determina solo un inefficiente e costoso neo-centralismo. Se proprio si voleva ragionare sul taglio dei costi, e sulla riduzione degli eletti, andavano magari fatte scelte più drastiche. Sostenere che il nuovo Senato delle autonomie costituirà un tassello essenziale di un regionalismo collaborativo che garantirà la rappresentanza al centro delle istituzioni locali è pura fantasia.

lunedì 2 maggio 2016

COMITATO PER IL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE BOSCHI RENZI


Azzurri ’94

 
 
La XV^ Convention di Azzurri '94 di Rimini del 15 aprile scorso ha costituito il Comitato per il NO alla riforma costituzionale Boschi-Renzi chiamando a presiederlo il Prof. Avv. Liborio Cataliotti. Il Comitato opererà in tutte le province e le città dove è presente il Movimento.


1) NO PERCHE’ LA COSTITUZIONE DEVE UNIRE E NON DIVIDERE

La Costituzione costituisce l’identità politica di un popolo. E’ stato così nel miracolo costituente del 1948, con una Costituzione approvata quasi all’unanimità e che ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del nostro Paese. Certamente quell’impianto necessitava di riforme, che si inseguono invano da decenni, ma questa riforma costituzionale per il suo codice genetico e per i suoi contenuti destituisce il meglio della tradizione democratica del nostro Paese: divide anziché unire, lacera anziché cucire, porta le cicatrici di una violenza di una parte sull’altra. Questa riforma nasce già fallita.

2) NO PERCHE’ IL NUOVO SENATO E’ SOLO UN PASTICCIO

Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue e il modo di elezione dei nuovi senatori è totalmente confuso, prevedendo peraltro che siano rappresentati enti territoriali (Regioni e Comuni) con funzioni molto diverse. Non potrà funzionare.

3) NO PERCHE’ SI SOSTITUSCE IL CENTRALISMO AL PLURALISMO E ALLA SUSSIDIARIETA’, E SI CREA INEFFICIENZA

La stessa riforma del Titolo V della Costituzione, così come riscritta, tornando ad accentrare materie che, nel riordino effettuato nel 2001, erano state assegnate alle Regioni, matura l’eccesso opposto, ovvero un centralismo che non è funzionale all’efficienza del sistema. Aumenterà la spesa statale, e quella regionale e locale, specie per il personale, non diminuirà. Ci si avvia solo verso la destituzione del pluralismo istituzionale e della sussidiarietà. Non basta l’argomento del taglio dei costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse. Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, che è clamorosamente smentito dal farraginoso procedimento legislativo e da un rapporto Stato-Regioni che non valorizza per nulla il principio di responsabilità e determina solo un inefficiente e costoso neo-centralismo. Se proprio si voleva ragionare sul taglio dei costi, e sulla riduzione degli eletti, andavano magari fatte scelte più drastiche.

domenica 17 aprile 2016

XV^ CONVENTION DI AZZURRI'94: al via il Comitato per il NO presieduto da Liborio Cataliotti, l'intervento di Renato Brunetta

Rodolfo Ridolfi con Giancarlo Mazzoli

Grande partecipazione a Rimini alla XV Convention di Azzurri '94 che si è conclusa con la costituzione del Comitato per il NO alla riforma costituzionale Boschi-Renzi che sarà presieduto dal Prof. Avv. Liborio Cataliotti. Momento centrale della Convention l'intervento di Renato Brunetta e di Lucia Tanti assessore di Arezzo.
 
 
Renato BRUNETTA, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo telefonicamente alla XV^ Convention di "Azzurri '94" (associazione fondata da Rodolfo Ridolfi e Liborio Cataliotti), che si e' tenuta ieri sera a Rimini. "Il presidente del Consiglio (si fa per dire), Matteo Renzi, ha violentato la nostra Carta fondamentale, ha usato la Costituzione contro se stessa. Ha usato il voto di 130 deputati che a norma di sentenza della Corte costituzionale non dovrebbero sedere in Parlamento (compresa la ministra Boschi) per modificarla, a colpi di maggioranza, comprando politicamente a Palazzo Madama 60 senatori eletti con lo schieramento opposto a quello della sinistra". "Le riforme dovevano essere portate avanti e approvate in modo condiviso, con un clima costruttivo: Renzi ha trasformato questo percorso in un atto eversivo. Per fortuna il popolo avra' diritto di dire 'no'. L'articolo 138 della Costituzione che prevede il referendum confermativo e' stato davvero una saggia uscita d'emergenza voluta dai padri costituenti". "Adesso dunque l'obiettivo deve essere quello di respingere a ottobre, con la consultazione popolare, questa sciagurata riforma. L'obiettivo deve essere quello di mandare a casa Renzi, Renzi game over, e di ripristinare la democrazia nel nostro Paese. Per fare questo c'e' bisogno dell'impegno e del coinvolgimento di tutti. Non solo Forza Italia ma anche le altre opposizioni devono rimboccarsi le maniche, lavorare sin da subito ai Comitati per il 'no', e lanciare campagne informative in giro per l'Italia", ha sottolineato BRUNETTA. (ANSA)

venerdì 6 febbraio 2015

VERSO L'UNDICESIMA CONVENTION



Documento approvato dal Coordinamento di Azzurri’94

Gli Azzurri ’94 sono impegnati in questa critica transizione politica a rilanciare gli  ideali di Forza Italia nel  quadro dell’impegno preso con gli italiani. Pronti senza incertezze a rappresentare i bisogni e le sofferenze del nostro popolo con la consapevolezza di essere dalla parte dell’Italia migliore e dalla parte giusta della storia. La nostra attenzione politica deve essere indirizzata: alle famiglie oppresse dalle tasse, costrette a vedere i propri figli in balìa della disoccupazione, agli uomini e alle donne delle piccole e medie imprese schiacciati da una politica economica di austerità senza senso, vessati da uno Stato spesso non amico e da un carico fiscale e tariffario odiosamente iniquo e  incivile, ai nostri concittadini, costretti a vivere nell’insicurezza per la politica scriteriata di immigrazione di questo governo  e  dell’Europa. La nostra risposta deve ripartire dal popolo con Berlusconi. Dobbiamo respingere qualsiasi lusinga degli opposti e opportunistici gregariati a favore di Pd o Lega. Dobbiamo  riprendere il cantiere delle idee e dei programmi. Senza sudditanze verso nessuno. E’ anche questo un modo di prepararsi all’ “effetto 8 marzo” ed alle elezioni comunali del maggio 2015. Il rientro in campo Silvio Berlusconi senza i vincoli alla sua libertà di movimento e di parola, sposterà il vento della politica italiana.  E’ il tempo di una rinascita. Renzi per chi ancora non lo sapeva o non ci credeva ha dimostrato chi è. Innovatore a parole conservatore e restauratore della vecchia politica nei fatti. Bisogna tornare a rappresentare quel blocco sociale e di valori, di interessi e ideali, che è il ceto medio. Berlusconi nel 1994 ha posto le premesse di qualcosa che deve ancora compiutamente – con la sua presenza e guida – definirsi nell’epoca attuale del renzismo accaparratore di qualsiasi postazione pubblica che soffoca di tasse ciò che è privato. Abbiamo la responsabilità di costruire qualcosa di solido e davvero alternativo a Renzi e al suo Partito democratico ben al di là dei richiami generazionali. Un patto delle buone idee e della buona politica che richiami tutti coloro che hanno filo a tessere, non trame di potere, ma la stoffa di programmi e di idee per voltare pagina. L’elezione del Presidente della Repubblica è stato l’ultimo episodio di tracotanza che corona un anno di forzature estenuanti. In quest’ultima vicenda Renzi, in maniera ostentata, ha superato il limite della decenza  privilegiando la sistemazione della propria bottega di Partito sull’unità e sul largo consenso previsti dalla Costituzione per la scelta del Capo dello Stato. Non ci sono rese dei conti da mettere in atto contro chi tra noi avrebbe sbagliato. Nessuno strumentalizzi questa vicenda amara per ricavarne vantaggi meschini. E’ Renzi che ha fallito e ne renderà conto al popolo sovrano. Per senso di responsabilità, dinanzi alla necessità inderogabile di modernizzare le istituzioni, abbiamo accettato l’inaccettabile per i nostri immediati interessi, pur di non chiudere il cantiere delle riforme elettorali. Lo scopo era quello di consentire l’evoluzione in senso bipolare del sistema e garantire a chi fosse scelto dal popolo sovrano di governare davvero, nel rispetto e con la collaborazione di un Parlamento più snello. Mano a mano, con 17-18 cambiamenti spesso peggiorativi, pur di non affossare le riforme, abbiamo dato il nostro assenso alle proposte del governo. Ma Renzi sta cercando di svuotare le riforme piegandole alle sue ambizioni pericolose per la democrazia. Renzi, che nessuno ha eletto, figlio di un complotto di palazzo come fu per Monti ha usato e usa una maggioranza composta di 148 deputati abusivi e di altri parlamentari eletti sotto il simbolo di “Berlusconi Presidente” per occupare tutto l’occupabile. Confermando di essere fuori dai canoni di una democrazia occidentale, che è fatta di pesi e contrappesi. Questo disegno antidemocratico, conviene ricordarlo, si sta compiendo grazie a un Parlamento frutto di un premio incostituzionale, sulla base di una presunta prevalenza della coalizione di centrosinistra dello 0,37 per cento (presunta, certo: gli esperti assicurano che nei seggi c’è stato uno spostamento di schede da destra a sinistra intorno al milione). D’ora in poi, Opposizione integrale e seria. Non è più tollerabile che le redini del governo siano affidate a chi, con sicumera e prepotenza, lo sta trascinando nel disastro economico, democratico, morale.         

Rodolfo Ridolfi; Gabriella Bianchi-Rimini; Liborio Cataliotti-Reggio Emilia;  Gino Ferretti-Parma; Adolfo Morandi-Modena; Vincenzo Galassini-Ravenna; Werner Argellati-Piacenza; Paola Peruffo, Luciano Tancini, Marco Mattarelli-Ferrara; Gianni Ottaviani,Daniele La Bruna-Forlì; Giancarlo Mazzoli,Valerio Stanziani-Bologna